Amici che coprono gli occhi

LA COMUNICAZIONE IPNOTICA

L'IPNOSI è un argomento che oggi nel XXI secolo, crea ancora tanta confusione, paura e dubbi infondati, in quanto la sua divulgazione nei secoli è andata scemando in termini di qualità, serietà e realtà della materia.

La cosa curiosa è che bene o male a chiunque gli si chieda se abbia già sentito parlare di ipnosi, si ottiene una risposta affermativa, ma tolto chi ha già provato l'esperienza di uno stato ipnotico indotto, nessuno degli altri è in grado di descrivere esattamente quale sia l'essenza di questo prezioso strumento.

Partiamo dall'inizio e capiamo quali sono le proprietà che la contraddistinguono.


Anche se l'etimologia della parola riporta al concetto di addormentamento (dal greco ὕπνος «sonno»), nella realtà è una condizione differente; uno stato modificato di coscienza è il modo più adatto per descrivere uno stato ipnotico, insieme alla parola Concentrazione.

Durante uno stato ipnotico il soggetto non perde in alcun modo i contatti con la realtà: non sviene, non dorme, anzi percepisce il tutto in modo differente e amplificato rispetto allo stato di presenza normale. 

 

Questa elemento esclude automaticamente il fattore che la persona non abbia percezioni di ciò che vive e di cosa senta (anche a livello uditivo per esempio). Pensiamo solamente come farebbe ad esserci un'interazione tra operatore e soggetto senza la possibilità di udire di quest'ultimo.


Sì, perché l'ipnosi è soprattuto uno stato di concentrazione e focalizzazione; e con questo possiamo sfatare un altro grande falso mito: tante persone pensano di non aver mai provato l'ipnosi.

So che questo può sembrare strano ma ti porto alcuni esempi che ti faranno riflettere in merito: 
Ti è mai capitato di guardare un film al cinema e di essere così attendo e concentrato sulla trama da entrare nella scena come partecipante, tanto che tutto intorno scompare, il pubblico, le poltrone, ecc..?
Oppure quando sei alla guida della tua auto e percorri un lungo tratto di strada senza esserti accorto di essere giunto a destinazione con un missing-time dell'accaduto durante il viaggio?

Per non parlare di casi accaduti durante la 1° guerra mondiale nei quali alcuni soldati si sono accorti di aver perso un arto solo alla fine di una missione.

Oltre all'utilizzo di questo strumento in ambito medico, basti pensare a quanto si possano incrementare le prestazioni atletiche in ambito sportivo, piuttosto che facilitare la memorizzazione nell'apprendimento, un potente canale per gestire meglio i problemi del rilassamento e del sonno e per tutto il resto, come si dice... spazio alla fantasia.


La condizione che si prova è di grande rilassatezza, pace, ipersensibilità dei canali ricettivi e una buona predisposizione alla riprogrammazione mentale.

Tanto possiamo entrare in ipnosi, tanto possiamo uscire da quella che ci distrae dai nostri obiettivi, dai nostri progetti e dalle nostre inutili convinzioni.